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BINODOBSON 24" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Febbraio 2011 17:43


BINODOBSON 24"

IL PIU' GRANDE AL MONDO!


 

 

 

Binodobson 24" a Forca Canapine

 


 

Video

 

 


Video: montaggio binodobson 24"

 

 

TIME LAPSE:MONTAGGIO BINODOBSON

 

 

DESCRIZIONE.

Si tratta di un binoscopio in configurazione Dobson con due specchi primari da 60 cm ognuno (ottiche primari e secondari: Fausto Giacometti) che consente la visione binoculare.

Questa enorme apertura dei due specchi primari permette all’osservatore un confort e un guadagno visivo non stimabili con alcun altro strumento amatoriale. La complessità della gestione della collimazione delle ottiche tra di loro impone grande perizia e pazienza.

Ma una volta messo a punto lo strumento e realizzata la giusta collimazione dei due “tubi” , nessuno, neanche il più consumato astrofilo, potrà immaginare l’intensità emozionale e parossistica che si spalancherà a tutto campo sull’Universo (vedi Report emozionali).

Questo modello è un unicum a livello mondiale e un vanto per la nostra Associazione: è il più grande Binodobson al mondo!

E' stato realizzato dall'artigiano tedesco Dieter Martini.

Per rendere funzionante lo strumento, è stato necessario apportare delle modifiche.

 

Focale primo specchio primario: 2600; f/ 4,3. Focale secondo specchio primario: 2615; f/ 4,3

OTTICHE PRIMARI E SECONDARI: FAUSTO GIACOMETTI

 

 

Un grazie sia a Franco Salvati che ha contribuito con perizia e talento a istallare la motorizzazione in altazimutale che a Cristian Fattinnanzi la cui creatività ed estro hanno risolto, semplificandolo, il sistema di collimazione degli specchi terziari. Grazie anche a Massimo D'Apice che si è impegnato a risolvere meccanicamente il sistema della distanza interpupillare.

Un grazie particolare a Roberto Zacconi senza il quale non si sarebbero mai realizzate quelle indispensabili modifiche sull'intera struttura, che Martini non poteva totalmente prevedere, in forza delle quali lo strumento è stato sistemato e messo a punto, rendendolo definitivamente ed efficacemente operativo. Infine grazie a tutti gli amici astrofili che in un modo e in un altro hanno sostenuto attivamente questo "folle" progetto.

 

 

Foto: Cristian Fattinnanzi

 

 

Foto: Giampaolo Pistola

 

 

Foto: Andrea Storani

 

 

Report emozionali con il Binodobson 24"

 

 

 

I due binoscopi

 

 

LO STRUMENTO: COME SI PRESENTAVA PRIMA DI ESSERE MODIFICATO

 

Sant’Agostino interrogato sul tempo risponde: “Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so. “

In un certo senso mi capita la stessa cosa allorquando mi chiedono le ragioni di questo binodobson 24” e cosa abbia mosso questo progetto. Io forse lo so ma non so come spiegarlo! Non saprei bene ma sicuramente un sentimento irrazionale è prevalso con forza. Un dàimon della follia ha obnubilato la mia mente, calandomi nel torpore  dell’incoscienza!  Quando poi mi sono ripreso, il binodobson era già pronto nelle mie mani e da quel momento sono iniziati i miei "dolori"!

 

 


 

 

 

Martini, il costruttore tedesco a cui mi rivolsi nell’ottobre 2010, non aveva mai costruito binodobson e la mia proposta rappresentava per lui una grande scommessa e una ghiotta occasione di primazialità nel settore. Accettò e si mise al lavoro. Non aveva idee chiare e per rilanciare in bizzarria creativa si scatenò anche lui (forse in preda del suo dàimon) in soluzioni complicate e  di difficile applicazione

 



 

 

 

 


 

Tutto il gruppo ottico dei terziari, con gli oculari in sede, venivano  spostati tramite il giramento di un pomellone che contestualmente andava anche a spostare i secondari attraverso  le razze collegate, in direzione alto-basso rispetto ai primari. Quest’idea sicuramente buona in teoria, ha avuto però un’applicazione sommaria creando una forte instabilità dei singoli elementi.

 


 

 

 

 


 

Nel frattempo contattai Fausto Giacometti di Tribano (Pd), esperto e bravissimo artigiano di specchi per telescopi. Già in precedenza mi aveva realizzato uno specchio da 50 cm che avevo successivamente venduto e un altro da 60 cm che invece utilizzavo come Dobson.Si trattava allora di realizzare ex novo un altro parabolico da 60 cm della stessa focale del primo e due specchi secondari piani (Martini mi avrebbe poi fornito i terziari).

 

La prima uscita pubblica a Giugno 2011 è stata un vero fallimento! Tutte le mie aspettative e quelle  degli amici astrofili, completamente deluse! Era evidente che si imponeva un grande lavoro di modifica, di rettifica e di importanti interventi strutturali. L’obiettivo fondamentale e prioritario da realizzare è stato quello di raggiungere una buona stabilità dello strumento. La stabilità è stata la chiave di volta intorno a cui si sono poggiate tutte le modifiche. Questo grande strumento presuppone un esigente centramento delle singole ottiche e una rigorosa collimazione tra di esse. In quel momento così critico e depresso in cui ero caduto, come un angelo custode si è proposto in soccorso il mio amico Roberto Zacconi, esperto conoscitore di ottica, e abilissimo talento di manualità.

 

 

 

 

 

Roberto Zacconi (l'Epossidico)                               Franco Salvati

 

Massimo D'Apice

E’ intervenuto in questo progetto di modifica, per circa un mese e mezzo, realizzando cambiamenti indispensabili tutt’ora in atto che giammai da solo avrei realizzato. A lui devo l’ottima funzionalità e la messa a punto di questo difficile strumento! Inoltre in questi interventi di modifica ringrazio anche l’amico Franco Salvati che generosamente con perizia e talento ha installato il sistema di motorizzazione che ancora deve essere collegato elettronicamente con l’Argo navis. Così come ringrazio gli amici Cristian Fattinnanzi per alcune modifiche nel gruppo dei terziari, Massimo D’Apice per un supporto per la distanza interpupillare che sarà perfezionato in futuro e tutti glii astrofili che mi hanno consigliato e incoraggiato. Infine ringrazio Maria Kent Pasquarella che amorevolmente mi ha sempre sostenuto credendo in questa nostra "folle impresa".

 

 

 

 

Maria Kent Pasquarella

 

 

 

LE NECESSARIE MODIFICHE

 

Come primo intervento abbiamo sostituito gli instabili supporti degli specchi secondari. In loro luogo abbiamo inserito le tradizionali raggiere in acciaio, alleggerendo di non poco il peso di tutto il  "cappello" e dando di conseguenza una maggiore stabilità.

 

 

Le razze dei secondari nella versione realizzata da Martini                 Le razze a crociera dopo le modifiche: molto più stabili!

 

 

 

Questa modifica ha implicato la rinuncia al sistema di messa a fuoco ideato da Martini che prevedeva, come già accennato, unitamente al gruppo degli specchi terziari anche lo spostamento dei secondari in direzione alto-basso rispetto ai primari. Ora la messa a fuoco è operata attraverso due focheggiatori elicoidali fissi nella loro sede a una distanza interpupillare di 6,3 cm. In futuro però è prevista un’ulteriore modifica che, nonostante la complessità, consentirà questa variazione.

 

 

 

 

La messa a fuoco ora avviene solo per mezzo dei focheggiatori elicoidali e non con lo spostamento in blocco dei terziari e secondari insieme, generando disallineamenti del piano focale e scollimazioni.

 

 

 

 

 

Ai 12 tralicci perimetrali del mirror box è stato aggiunto, nella parte centrale di questo, un supporto a forma triangolare di alluminio per rendere più stabile la struttura e per evitare flessioni nei movimenti in altezza.

Per agevolare la regolazione dei primari  dalla posizione di osservazione, si sono introdotte due “antenne con le palle” collegate in uno dei punti flottanti di ogni singola cella, tramite le quali è possibile, con movimenti minimi, collimare la stella su uno stesso punto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le celle dei primari sono state completamente irrobustite poiché anche la più minima flessione si traduceva in perdita di collimazione dei due tubi

 

 

 

 

 

 

Lo strumento è stato completamente motorizzato con sistema “Servo cat” e “Argo navis” la cui combinazione permette la ricerca degli oggetti, il go-to e l’inseguimento.

 

 

 

 

 

 

 

Senza entrare troppo nello specifico di tutte le modifiche che sono state apportate, lo strumento è oggi pienamente operativo e il 26 Agosto scorso ha fatto la sua prima uscita in campo dopo le modifiche. Questa volta la rivincita è stata totale e trionfante.

 

 

 

 

 


 

Report emozionali con il Binodobson 24"

 


MODIFICHE AL BINODOBSON 24"

 

 

UN'EMOZIONANTE TESTIMONIANZA DELL'AMICO CLIVE MILNE, L'AUSTRALIANO CHE POSSIEDE UN BINODOBSON 20"

 

 

"Non penso di aver mai sentito così tanti “o mio Dio” in una sola notte eccetto naturalmente la seconda notte quando il “blafning” era grandemente migliorato. Inoltre ho avuto l’opportunità di paragonare alcuni oggetti con un Obsession da 25” lì vicino. Mentre non si pu ò negare che le osservazioni attraverso esso erano da mozzafiato, e uno potrebbe ovviamente dire dei meriti di uno strumento riguardo l’altro basati sulla magnitudine limite o percezioni di piccoli dettagli, ma non è quello il punto. L’incredibile senso della totale immersione nella realtà dell’ esperienza è tutto ciò che riguarda il binoculare. La positiva impressione che l’Obsession 25” mi ha lasciato era che dovevo semplicemente costruire un Bino ancora più grande. C’è un lato negativo nell’osservare con un binocolo gigantesco che usando tutti e due gli occhi le persone tendono a impossessarsi dell’oculare e io dovevo regolarmente suggerire: “mi scusi, il suo tempo è scaduto, faccia guardare qualche altro”. Mentre la luce del giorno arriva ai miei occhi ancora ricordo vivamente lo spettacolo visuale di quelle prime due notti .Era come vedere tutti i miei vecchi oggetti preferiti di nuovo per la prima volta. La Grande Nube di Magellano va al di là di ogni descrizione: campo dopo campo dopo campo gas fluorescente come un fantasma s’innalzava tra innumerevoli diamanti luccicanti. Le stelle di Omega Centauri così impossibilmente brillanti che i colori contrastanti delle stelle stesse era chiaramente visibile. Nebulose planetarie senza nome trasformate in palle di cotone di polvere blue nel cielo. Io stesso mi sono trovato ad apprezzare le stelle doppie , ammassi globulari e nebulose oscure, classi di oggetti che precedentemente non avevano mai catturato il mio interesse. Ho trovato molto difficile non essere sedotto dalla loro bellezza. Erano state davvero trasformate con l’aiuto della visione binoculare. E ovviamente Eta Carinae… mi mancano le parole e la capacità per anche suggerire la bellezza travolgente di questa nebulosa. Dovete venire giù a vederla per conto vostro".

 

Così ci scrive Clive il 06/03/11:

"Hi Andrea,

Very nice work. You have certainly put a lot of thought and effort in to it.
I am sure you will be amazed when you get your first look through them.

fwiw) Do not take the following comment as a criticism.
My one caution with the design is the mirror cell.  Hopefully you wont, but you may notice some flexure there.
The way I think of it is that any component no matter how strong will bend a certain amount
when a force is applied to it.  With binoculars, 0.2mm deviation at the focal plane is significant
and obvious even with a 17mm eyepiece. That translates to 0.05mm in the mirror cell.
The trick with binocular optical tube assemblies (to keep the flexure below the threshold of being noticeable)
is to ideally build the design so that any deviation in collimation resulting from flexure will be the same for
both mirrors, in the same direction and perpendicular to the Alt or Az axis.
They will hold co-collimation better that way.

Anyway,
congratulations...
It looks very good at this stage.


Cosi ci scrive Clive il 11/03/11

"Hi Andrea,


Thank you for your kind offer.
I would love to visit Italy again at some point, but I doubt it will be this year though.
I am curious, have you ever seen the southern skies before without light pollution?
The sight is truly breathtaking. It is always interesting to see the reaction of amateur
astronomers who see it for the first time. I remember watching some Americans who came down
to ob serve.  They were so excited they were trembling.

As for me, I haven't been doing much astronomy of late. There is very few people who take
deep sky viewing seriously over here, so I find it hard to get involved in the local clubs.
It is ironic that anyone living in this city (Perth) has quick access (90 minute drive) to
some of the clearest, darkest skies on the planet, and basically they all observe with 8"
to 12" scopes with only a few 15" dobs amongst them.   The astronomical society of WA
has been given permanent use of a dark sky site with better skies than most professional
observatories have access to, but the club is paralyzed with its old committee members
(who seldom even observe) consequently no permanent observing facilities are allowed to
be built there.  Yep... the local council gave these guys land to encourage them to set up a
base near their (small) town, and the astronomy club committee wont let it be developed.

Insane.

Actually that reminds me of why I left the old club many years back.
At the time there were two main astronomy clubs in town, both of them owned 17.5" f4.5 mirrors.
I offered to build a binocular telescope so that they could pool resources and have a combined
club dark sky site instrument.

I offered to build it for free..... and they said no ...  too many politics

To this day, they continue to pay hire costs for a property where they have their star parties
because it has comfortable accommodation, even though it is moderately light polluted.
And the truly dark sky site which is free (and closer) remains unused.


Anyway,
good to hear from you.
regards,
~clive.


TESTIMONIANZA DI MARK SUCTING OSSERVANDO CON IL BINODOBSON 20” DI CLIVE MILNE


"Mi occorrerà del tempo per trasferire le mie esperienze in parole. Posso solo dire che in 30 anni di osservazione astronomica del cielo profondo queste sono state le 2 notti più belle che abbia mai avuto. Le cose che più mi hanno colpito sono l’osservazione di Giove guardando l’eclisse di uno dei suoi satelliti, osservare il glorioso ammasso globulare Omega Centauri quasi sopra la mia testa con due Nagler da 17” con la sensazione di essere sospesi e vedere giganti rosse individuali scintillare nel contesto… mi sono sentito come se vedessi l’oggetto la prima volta. La gloriosa nebulosa Eta Carinae mi è apparsa come una massa turbolenta di fluido brillante immersa in un mare di gioielli. E le nebulose oscure sembravano nere… nere inchiostro. Abbiamo osservato la nebulosa B 86 e moltre altre nebulose oscure della Via Lattea. Osservando attraverso la Grande Nube di Magellano con due filtri gemelli O III campo dopo campo abbiamo navigato nella nebulosità. La nebulosa Tarantola mostrava un anfiteatro di nebulosità acceso dall’ammasso di stelle supergiganti ma in una dimensione che io non avevo mai visto prima. Le galassie beneficiavano dell’ aumentata oscurità del cielo data da un segnale migliorato del rapporto segnale –rumore con delle parti più deboli rese più facilmente visibili che con un occhio solo. Avendo avuto due notti di esperienza con il binoculare concludo che.. e questo potrebbe sembrare strano.. più potenziale c’è da vedere in un oggetto e più il binoculare lo evidenzia. Gli oggetti con dettagli di piccola superficie come galassie deboli sembrano beneficiare meno della visione binoculare. La visione era certo più confortevole e quella forte sensazione di “presenza” era indiscutibile ma il guadagno sembrava essere inferiore.

Oggetti visualmente più complessi come gli ammassi globulari nebulose più brillanti e dettagliate perfino gli ammassi sembravano mostrare uno scioccante miglioramento penso dovuto al fatto che il cervello fosse capace confermare dettagli sottili che altrimenti sarebbero stati trascurati. Anche i colori sembravano acquistare forza. Abbiamo passato il tempo a guardare la differenza di colore nelle stelle doppie che spesso sembrava evidente dato il notevole diametro degli specchi. Anche le nebulose planetarie sembravano mostrare un miglioramento impressionante. Penso che i benefici di un telescopio binoculare per l’osservazione del cielo profondo siano molto più complessi di quanto avessi pensato.

[…] So che la mia percezione del cielo profondo è cambiata per sempre".

 

 

 

 

UNA TESTIMONIANZA DI DAVE MOORHOUSE

 

Allora come ci si sente ad usare effettivamente un telescopio binoculare a grande apertura? David ci fa il suo racconto; il galleggiamento è probabilmente il concetto che per primo appare nella mente. Non ho ancora trovato alcun oggetto che non benefici dei vantaggi della visione binoculare. L’incredibile senso di totale immersione nella realtà dell’esperienza è tutto ciò che è il binoculare. E’ astronomia ad un altro livello. Osservare il grande ammasso globulare Omega Centauri per la prima volta mi ha fatto quasi cadere all’indietro dal gradino. Il potere risolutivo e la profondità su quest’oggetto è da mozzafiato! Muovendosi appena dal campo di questa visione dell’oggetto e lentamente tornandoci, vieni inizialmente a contatto con una macchia di cielo scuro con delle stelle sparpagliate a caso. Come ti muovi verso l’oggetto, i tuoi occhi sono completamente sopraffatti. Puoi guardare sempre più profondamente all’interno dell’ammasso e c’è sempre qualcosa in più da vedere. Mi sono sentito come se fossi arrivato alle soglie di questo ammasso globulare all’interno della mia navicella spaziale. E’ presente una sensazione tridimensionale ben definita: gli oggetti appaiono fluttuare quasi di fronte a te anche se questo ovviamente non è possibile a causa dell’enorme distanza di questi oggetti. Una spiegazione è l’effetto chiamato stereopsi cromatica che è dovuta all’aberrazione cromatica nei tuoi occhi che fanno sì che le stelle rosse e blue focalizzano a distanze leggermente diverse. Cose semplici come le stelle doppie che non hanno mai catturato la mia immaginazione, vengono improvvisamente trasformate in oggetti a cui valga la pena soffermarsi. Ammassi globulari più piccoli e più deboli, tutti beneficiano della visione rilassante di due occhi. Gli ammassi globulari più deboli se osservati con un occhio solo necessitavano di una visione distolta per renderli visibili. Comunque con entrambi gli occhi aperti loro si evidenziano.

Più tardi nella serata stava sorgendo il Sagittario nel cielo orientale così abbiamo dato un’occhiata alla Macchia d’Inchiostro, una nebulosa oscura nel centro della nube della stella del Sagittario. E’ una bellissima visione con qualsiasi telescopio con un piccolo ammasso aperto . Questa nebulosa oscura con uno spruzzo di stelle che formavano uno splendido sfondo alla sua visione. Dopo aver passato 5 minuti all’oculare. abbiamo finito gli aggettivi adatti per descrivere tale esperienza. Il centro di questa Macchia d’Inchiostro era davvero nera e tu potevi iniziare a vedere le stelle individuali nello sfondo intorno al bordo della nebulosa oscura. L’ammasso aperto sembrava avere una bagliore tridimensionale. La nebulosa oscura inoltre era cambiata dall’essere semplicemente una piccola macchia scura per includere una visione molto più grande che correva dalla nuvola intorno ad un lato dell’ammasso oscuro. Lo sfondo non era solamente un tappeto piatto di stelle ma ora mostrava delle piccole ondulazioni, delle piccole pezze di nebulosa oscura e dei dettagli mai visti con altri telescopi. La visione della galassia “Sombrero” faceva apparire la strada polverosa simile ad un’autostrada a 4 corsie. Il bulge centrale e le cose intorno a questa strada polverosa erano entrambi chiaramente visibili. Poi abbiamo inserito due filtri UHC e abbiamo scandagliato la nebulosa Laguna: La mia mascella si è spalancata aperta. La struttura e la trama della nebulosità sullo sfondo inchiostro nero erano spiccate. La visione di cui stavamo godendo era quasi fotografica. Eta Carinae uno dei gioielli dei cieli del Sud è impossibile da descrivere a parole. Questa nebulosa di cui io avevo goduto centinaia di volte attraverso altri strumenti la vedevo ora come per la prima volta. Ai più bassi ingrandimenti disponibili sbordava dal campo dell’oculare. Potevi facilmente passare un’ora all’oculare e ancora non stancarti dei dettagli della complessità di questa visione stupefacente. Io ora so che la mia osservazione è stata rovinata per tutta la vita. Dubito che potrò mai più osservare attraverso un telescopio monoculare e pro vare quello che ho provato quella notte. Quella è stata un’osservazione che trascendeva ad un altro livello. Così profonda e così soddisfacente da trasportarti veramente in un altro luogo.

 

 

 

Rifugio Colle le Cese di Forca Canapine 21/01/2012

 

 

 

 

 

Forca Canapine Giugno 2011

 

Costantino, Leonardo, Giampaolo, Maria Kent, Giancarlo

 

 

Andrea Boldrini con il binodobson 24" prima delle modifiche

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Marzo 2013 16:11