Home Inquinamento luminoso
INQUINAMENTO LUMINOSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 29 Settembre 2008 21:16

UN TAGLIO INDOLORE PER VEDERE LE STELLE

 

In risposta all’appello del governo Monti che chiede ai cittadini di segnalare possibili tagli alla spesa pubblica, il 2 maggio alle ore 9,07 è arrivato alla Presidenza del Consiglio un suggerimento che può far risparmiare alcune centinaia di milioni di euro l’anno migliorando per di più la qualità della vita. Si tratta di fare ciò che ciascuno di noi fa in casa propria: spegnere la luce quando non serve. La proposta viene dall’Associazione CieloBuio, che da molti anni si batte contro quell’inquinamento luminoso che ci impedisce di vedere le stelle (foto), cioè il paesaggio della notte e l’universo nel quale viviamo.


Oggi in Italia la spesa energetica per la sola illuminazione pubblica tocca il miliardo di euro. Rispetto agli altri paesi europei, la nostra situazione è paradossale. Benché sia quasi priva di fonti proprie per la generazione di energia elettrica, l’Italia si classifica tra i paesi più spreconi, seconda sola alla Spagna.

Per l’illuminazione pubblica il nostro paese consuma pro capite più del doppio della Germania e quasi il triplo di Gran Bretagna, Olanda e Irlanda. Queste le cifre esatte del consumo annuo pro capite in kilowattora: Spagna: 116; Italia 106 (dati Terna); Francia 80; Germania 48; Gran Bretagna 42; Olanda 40; Irlanda 40.

CieloBuio ( www.cielobuio.org ) suggerisce al governo di adottare queste semplici misure di buon senso:
a) lo spegnimento di tutti gli impianti di illuminazione pubblica al di fuori del limite urbano delle città;
b) lo spegnimento delle luci per i monumenti e gli edifici storici dopo le 23;
c) l'uso a pieno regime dei riduttori di flusso, laddove esistenti, durante l'intero arco della notte; in assenza di riduttori, attuare durante l'intero arco della notte il punto seguente:
d) lo spegnimento di metà dei punti luce delle strade italiane dopo le ore 23 (sono il doppio di quelli della maggioranza delle altre nazioni europee).
e) lo spegnimento degli impianti dei privati non connessi alla produzione;
f) una modifica del meccanismo perverso che permette l'escalation del numero di punti luce nelle nuove urbanizzazioni;
g) imposizione di una tempistica per ottenere, entro il 2015, il dimezzamento dei consumi, ovvero di un consumo pro capite di 50 kWh/anno o meno e di un flusso luminoso pro capite di 1000 lumen, da diminuire ulteriormente negli anni successivi;
h) imposizione di efficaci norme tecniche per la limitazione dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico anche nelle regioni oggi prive di normative valide.

I vantaggi di questi interventi non consistono solo nel risparmio di qualche centinaio di milioni l’anno. Poiché l’Italia dipende al 90 per cento dall’importazione di fonti energetiche (petrolio, metano, carbone), ne avrebbe un grande beneficio la bilancia dei pagamenti. Inoltre ogni kilowattora risparmiato corrisponde a una minore emissione di anidride carbonica (circa 400 grammi con l’attuale mix energetico) e altri inquinanti causa di effetto serra e di danni alla salute. Dal punto di vista estetico e culturale, infine, non è da sottovalutare la riconquista dello spettacolo del cielo stellato, almeno in certe ore della notte e fuori delle grandi città.

Se si facesse qualcosa, saremmo in buona compagnia. In Francia dal 1° luglio dovranno essere spente le insegne luminose, in Liechtenstein a una cert'ora vengono spente le luci, Taiwan ha messo una tassa sull'inquinamento luminoso, negli Stati Uniti in diverse città restano accesi i lampioni solo agli incroci....diverse città italiane e in Europa stanno iniziando a spegnere impianti nei parchi pubblici e nelle circonvallazioni/rotatorie di periferia. Insomma, la spesa per l'illuminazione pubblica è sentita e molti enti locali riceverebbero volentieri un "via" dal governo per fare la scelta di spegnere gli impianti superflui.

La proposta di CieloBuio è particolarmente importante per il Piemonte. Infatti, mentre quasi tutte le altre regioni d’Italia hanno leggi sull’inquinamento luminoso abbastanza buone, il Piemonte e la Valle d’Aosta hanno leggi pessime. Su questi territori, il risparmio sarebbe particolarmente significativo. Una classe politica locale sensibile al buon uso del denaro pubblico, dovrebbe quindi dare pieno appoggio alla proposta di CieloBuio. Pensate che lo farà? Ora che il presidente Cota è scomparso dal “cerchio magico”, forse risiede un po’ di più sul territorio che dovrebbe amministrare, e dunque vorrei essere ottimista. Tra l’altro, una proposta di emendamento della legge piemontese sull’inquinamento luminoso giace da tempo in Consiglio regionale.

Se volete fare qualcosa per far quadrare i conti italiani e riprenderne in mano le sorti, ecco i link per fare le vostre segnalazioni e far sentire la vostra voce al governo:

www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html

www.governo.it/spendingreview/RedWeb_Form.htm

 

 

LEGGE MARCHE 10/02

Per ulteriori approfondimenti e per scaricare file, si vada su Home page in "Downloads"

 

 

INQUINAMENTO LUMINOSO A JESI E IN VALLESINA

 

 


 

INQUINAMENTO LUMINOSO NEL MONDO

 

INQUINAMENTO LUMINOSO: UN VERO SPRECO ENERGETICO!

Il 30- 35% della luce artificiale prodotta dall’uomo, causata da una cattiva e scriteriata illuminazione delle nostre città è spreco energetico!
Questo è il vero dato significativo su cui bisogna riflettere e prendere provvedimenti.
Secondo i dati forniti dall'ENEL, nel 1998 nel nostro Paese sono stati utilizzati circa 6.240 milioni di kWh per illuminare strade, monumenti e quant’altro.
Tuttavia, almeno il 30-35% (2.184 milioni di kWh) di questa energia viene inviato, senza alcun senso, direttamente verso il cielo producendo, per il conseguente spreco di combustibile, circa 1.200.000 tonnellate di anidride carbonica che vengono inutilmente immesse nell'atmosfera che respiriamo.

 

 

Dal 2005 al 2006 in meno di 12 mesi il costo dell'energia per l'illuminazione pubblica è cresciuto del 28.4%
Al tasso di crescita dell'illuminazione attuale, in 15 anni ogni Comune
italiano avrà un raddoppio dei costi energetici per l'illuminazione che graverà sui contribuenti!
La crisi energetica che ci sta colpendo e il prezzo del petrolio alle stelle dovranno imporre  un cambiamento di rotta  e di  atteggiamento da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati.
L’analisi del problema, già emerso negli anni ‘90 e in molti paesi Europei, ha subito messo in evidenza il grosso spreco energetico dovuto ad una cattiva ed irrazionale illuminazione delle nostre città.
Approfondendo gli studi, oltre lo spreco energetico, emergono anche effetti collaterali imprevisti: problemi di sicurezza stradale, di eccessivi costi di installazione gestione e manutenzione da parte dei Comuni, di salute per gli esseri umani e gli animali e ripercussioni anche sul mondo vegetale.
Così in questo nuovo e allarmante panorama, il 24 Luglio 2002 è stata approvata dal Consiglio Regionale delle Marche la Legge Regionale n° 10 "Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell'inquinamento luminoso" (LR 10/02), che è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche del 1/08/2002.
Una legge tra le migliori in Italia che malgrado le innovative disposizioni tecniche
del legislatore, stenta a trovare applicazione sia per la mancanza di fondi sia perché alla legge non è seguito un Decreto attuativo nonostante il carattere d’ “urgenza” enunciato in epigrafe alla legge stessa.
Il rispetto della LR 10/02 permette ai Comuni di ottenere degli impianti di illuminazione più economici da gestire e da mantenere, consentendo nel contempo
di migliorare la qualità dell’illuminazione per i cittadini e la sicurezza delle strade.
Non si vuole oscurare le città, ma in ottemperanza alla Legge Regionale 10/02
si devono progettare impianti con maggiore criterio, al fine di ottenere una migliore e più razionale illuminazione al suolo, di abbattere drasticamente l'illuminazione dispersa lateralmente ed in cielo e combattere lo spreco energetico.

Cos’è l’inquinamento luminoso?



Per inquinamento luminoso si intende ogni forma di irradiazione di luce artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste. Produce inquinamento luminoso, che si può e si deve eliminare, sia l'immissione diretta di flusso luminoso verso l'alto (tramite apparecchi mal progettati, mal costruiti o mal posizionati), sia la diffusione di flusso luminoso riflesso da superfici e oggetti illuminati con intensità eccessive, superiori a quanto necessario ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.

 

 

La luce riflessa da superfici e oggetti illuminati produce sempre inquinamento luminoso. Il contenimento dell'inquinamento luminoso consiste nell'illuminare razionalmente senza disperdere luce verso l'alto, utilizzando impianti e apparecchi correttamente progettati e montati, e nel dosare la giusta quantità di luce in funzione al bisogno, senza costosi e dannosi eccessi. L'effetto più eclatante dell'inquinamento luminoso è l'aumento della brillanza del cielo notturno e la perdita della possibilità di percepire l'Universo attorno a noi.
Il rispetto del cielo stellato e lo sfruttamento razionale delle risorse energetiche senza inutili sprechi, illuminando dove necessario, rappresenta una filosofia che trascende dal pensiero “ambientalista” o da ragionamenti anacronistici, allineandosi piuttosto a prese di posizione che hanno a che vedere solo con la logica, il buon senso e il portafoglio dei contribuenti.

 

 

 

 

L'inquinamento luminoso produce molti effetti negativi. Ricordiamone i principali:


a)    Culturale- Perdendo il contatto diretto con il cielo l'uomo si è impoverito rispetto alle culture millenarie dei popoli antichi. A titolo di esempio si pensi che gran parte degli scolari vedono le costellazioni celesti solo sui libri di scuola, e gli abitanti delle più grandi città non vedono mai una stella.


b) Artistico - Passeggiando nei centri storici delle città si noterà come con una illuminazione esagerata riesca a deturpare tanta bellezza. L'illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici deve essere mirata e deve integrarsi con l'ambiente circostante, in modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in maniera soffusa, dall’alto verso il basso e completamente dentro la superficie del bene artistico.


c) Scientifico - L’astronomia, una delle scienze più antiche, è sempre più in difficoltà a causa della crescita esponenziale della brillanza artificiale del cielo. Anche a causa dell'inquinamento luminoso, gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio in orbita attorno alla Terra per scrutare i confini dell'universo.


d) Ecologico - L'illuminazione notturna ha sicuramente un effetto negativo sull'ecosistema circostante: il ciclo naturale "notte - giorno" della flora e fauna è profondamente mutato. Il ciclo della fotosintesi clorofilliana, che le piante svolgono nel corso della notte, subisce alterazioni dovute proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Si pensi anche alle migrazioni degli uccelli che possono subire "deviazioni" proprio per effetto dell'intensa illuminazione delle città.


e) Sanitario- nell'uomo i riflessi sono fisiologici e psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo provoca vari disturbi; quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono costrette a chiudere completamente le serrande? E’ stata dimostrata una minore produzione di melatonina (ormone per la difesa immunitaria) in persone che lavorano la notte con forte illuminazione artificiale.


f) Risparmio energetico - Nel 2001 nel nostro paese sono stati utilizzati circa 7150 milioni di kWh per illuminare strade, monumenti ed altro. Tuttavia per vari fattori, una grossa percentuale di questa potenza viene inviata, senza alcun senso, direttamente verso il cielo. Un capoluogo di provincia della Regione Veneto potrebbe, ad esempio, risparmiare fino ad 1 milione di Euro all’anno con una corretta gestione degli impianti di illuminazione. Da uno studio effettuato di recente si è visto che, dopo l’entrata in vigore delle Legge sull’inquinamento luminoso in Lombardia e del relativo regolamento di attuazione, si è registrata un’inversione di tendenza nei consumi energetici per l’illuminazione pubblica (mentre nelle altre regioni il trend e’ invariato).

g) Circolazione stradale- Un altro evidente effetto negativo di una smodata e scorretta dispersione di luce, correlato con la sicurezza stradale, è l'abbagliamento o distrazione che può essere indotto in chi è alla guida di autoveicoli. La soluzione si trova nel Codice della Strada che vieta l’uso di fari, di sorgenti e di pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento o distrazione agli automobilisti.


CONCLUSIONE E PROPOSTA
Il rispetto della Legge Regionale 10/02 contro l’inquinamento luminoso comporta forse un investimento iniziale, da parte sia dei Comuni che dei privati, che dovranno attenersi ad essa, ma consente notevoli benefici a breve - medio termine. Inoltre la spesa necessaria per adeguare l’illuminazione pubblica può essere recuperata attraverso il risparmio ottenuto con i nuovi impianti in tempi molto brevi.
Una via molto interessante e proficua è quella di coinvolgere, da parte degli Enti pubblici, le società Esco (Energy Service Company) in eventuali piani di risanamento e bonifica dei pubblici impianti.
Esempio: un Comune ( Provincia o Regione) ha bisogno di migliorare, ingrandire o rifare un impianto energetico ( può trattarsi di illuminazione stradale o di riscaldamento, oppure di condizionatori d’aria per il caldo estivo). Già oggi per tutti questi servizi, l’Amministrazione paga una "bolletta" energetica che comprende le forniture (elettricità o metano, per esempio) ma anche la manutenzione e gli altri costi legati agli impianti.
Ed è proprio su queste "bollette" che lavorano le Esco.
L’ “Energy Service Company” fa una valutazione della "bolletta" pagata dall’Amministrazione pubblica, e soprattutto degli impianti. In particolare misura il potenziale di risparmio energetico e gli interventi necessari per ottenerlo. Se questo margine è sufficientemente ampio, l’ “affare” è fatto.
La Esco ci mette la competenza e, soprattutto i soldi: finanzia i lavori, si occupa delle forniture, della manutenzione e della gestione generale, direttamente o appaltando a sua volta. Un servizio "chiavi in mano" che, all’Amministrazione pubblica, costa esattamente quanto la vecchia "bolletta".
Se questo è realizzabile, così come è accaduto in alcune parti d’Italia, il Comune di Jesi non può sfruttare questa importante occasione!

 

ESEMPI DI ILLUMINAZIONE:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIVERSE GRADAZIONI DI CIELO

Cielo perfetto come in Namibia, Cile, Australia.

Cielo dei migliori e rari siti italiani.

Cielo urbano, altamente inquinato.

 

INQUINAMENTO LUMINOSO A JESI E IN VALLESINA

INQUINAMENTO LUMINOSO A JESI CENTRO

INQUINAMENTO LUMINOSO A JESI ZIPA E ZONA COMMERCIALE

 

HOME

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Maggio 2012 07:29